La situazione in Rojava

Lettera agli artisti
7 Maggio 2014

La situazione in Rojava

Il sistema politico in auge nelle regioni della Siria settentrionale e orientale è un progetto democratico unico nel suo genere che ha attirato l'attenzione di tutto il mondo negli ultimi anni. Le sue radici risiedono in decenni di confronto teorico ed esperienza maturati nel PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan)che dal 1978 lotta per l’autodeterminazione del popolo curdo. Il sistema di autogoverno detto delle “Autonomie democratiche”, affermatosi in Rojava dopo la ritirata del regime di Assad da diverse città in seguito alla ventata di rivolta portata dalle “primavere Arabe” e all’incombente avanzata dell’ ISIS, è un sistema politico che si basa sulla teoria del “Confederalismo democratico” diAbdullah Öcalan, leader politico del movimento curdo imprigionato ingiustamente da più di vent’anni nell’isola- carcere di Imrali in Turchia.Il suo pensiero politico ha a fondamento tre pilastri: il principio della democrazia radicale,quello della liberazione delle donne dal patriarcato e il principio dell’ecologia sociale.

In questo esperimento politico acquisiscono potere le Komine (comuni in curdo), unità locali che si confederano in unità più grandi secondo necessità. Il sistema confederale si descrive come rivoluzionario e cerca di stabilire una società libera e autonoma che ripudia l’autoritarismo statale, il verticismo gerarchico della burocrazia e propone un modello di auto governo dal basso con un regime di delega il più ridotto possibile.

In questo momento, dopo anni di inaudite violenze perpetrate da ISIS con l’aiuto dello stato turco, la popolazione del Rojava è sotto la minaccia di una nuova invasione, sempre compiuta dalla Turchia con l’aiuto di bande di Jihadisti, che sta portando morte, saccheggi e distruzione. Molte narrazioni mediatiche descrivono le forze democratiche siriane (SDF) come forza governativa del territorio, come l’esercito su cui si basa il potere autoritario dei curdi. Questo non è corretto; piuttosto, le SDF sono la forza militare, composta da YPG YPJ ed altre milizie partigiane alleate, che da anni combatte contro il terrorismo dell’ ISIS ed ora difende la popolazione civile dall’invasione dello stato fascista turco. Sebbene le istituzioni politiche e sociali - e le persone – della “Confederazione dei popoli della nord-est della Siria” stiano affrontando sfide significative a causa degli attacchi in corso dalla Turchia, hanno espresso la determinazione a continuare a sviluppare questo progetto politico e chiamano il mondo intero ad essere testimone di ciò che sta accadendo in quella parte di mondo e di schierarsi a favore della Rivoluzione del Rojava per una società radicalmente democratica, libera e solidale contro un efferato fascismo mascherato dal nome “Repubblica di Turchia”.

A cura di Fabio Fronterrè

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