Progetto Clinica Mobile

Lettera agli artisti
7 Maggio 2014

Progetto Clinica Mobile

Dal 9 ottobre 2019, abbiamo assistito ad un attacco in violazione del Diritto Internazionale nel nord della Siria a danno della popolazione civile della regione. Da quella data, donne come Hevrin Khalef, che hanno lavorato duramente per trovare una soluzione politica al conflitto siriano, e, più di 300.000 persone, delle quali almeno un terzo sono bambini, sono alloggiati nelle scuole, vivono per le strade oppure sono ospitati in altre strutture. L’inverno che arriva e il gran numero di rifugiati rendono difficile una risposta adeguata ai bisogni delle persone. In aggiunta, ci sono numerosi bambini e adulti feriti causa dei continui attacchi da parte delle milizie contro la popolazione civile.
Per queste ragioni Artists for Rojava parteciperà al finanziamento del Progetto Clinica mobile che sarà realizzato nelle modalità di seguito descritte.

Chi realizzera il progetto?

La “Fondazione delle donne libere” in Rojava, “Weqfa Jina Azad un Rojava”, fondata il 1 settembre 2014 come organizzazione indipendente senza scopo di lucro da donne curde e arabe a Qamişlo (nord della Siria). 
Noi comprendiamo le difficoltà delle donne in Rojava riguardo la loro condizione economica, sociale, politica, di salute e culturale. Condividiamo il loro motto: "La donna libera è la base di una società libera" e riportiamo di seguito la traduzione di un loro testo: 
“Dal momento che i primi rifugiati sono venuti nella regione di Heseke ci sforziamo di sostenerli. Finora abbiamo portato vestiti, scarpe, coperte, cuscini e giocattoli. Inoltre, abbiamo viaggiato ogni giorno con équipe mediche nella regione per fornire assistenza medica alla popolazione. Vi è una carenza di medicinali e alloggi adeguati. Il freddo e le condizioni igieniche difficili minacciano una grande ondata di malattie, da cui possono derivare malattie croniche nonché perdite delle persone indebolite. I nostri progetti, soprattutto, servono a ridurre la violenza strutturale contro le donne e rafforzare la vita sociale delle stesse, soprattutto in una situazione di emergenza come quella attuale. Questo significa creare per loro opportunità di partecipazione attiva al processo di trasformazione della società. Molte donne coinvolte nei nostri progetti precedentemente lavoravano come casalinghe e madri, o erano costrette ad essere sposate da ragazze, o sono ora divorziate o vedove. Le donne nel nord della Siria hanno diverse difficoltà a seconda del background culturale: le donne curde e arabe sono attive in ​​tutte le aree di lavoro, mentre le Assiro-caldee e turcomanne sono state isolate fino ad oggi. Tutte le aree del progetto sono organizzate in almeno due o tre lingue: gli asili, centri di salute, l'educazione alla salute, cooperative, il villaggio delle donne Jinwar, il lavoro nei campi profughi, ecc. Finora, la fondazione ha lavorato nelle città di Qamişlo, Sere Kaniyê, Derik, Girke Lege, Tepke (villaggio vicino a Derik), Kobane, nel campo profughi di Afrin a Shehba, a Dirbesiye e Heseke. Attualmente sono in corso i preparativi per l'apertura di centri nelle città arabe di Raqqa e Tepqa. A tal fine, le squadre arabe sono attualmente in fase di addestramento per assumere la gestione di questo lavoro.”

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